Project Description

Ne è passata di acqua sotto il ponte. Sono lì e guardo il fiume lento e profondo che scorre e mi soffermo a pensare che ne ho viste di cose transitare. È da tanto tempo che osservo e penso alla mia infanzia che è passata tanti anni fa, il tempo della scuola con gli amici ed i primi amori, la musica con i primi spettacoli e le esibizioni nei locali, poi è venuta la moglie e tutti i figli e così via, il lavoro, le corse insomma tutto un susseguirsi di avvenimenti che sono trascorsi lenti e inesorabili, poi, passata una certa età che è stata foriera di tante cose belle, è venuto il tempo di salutare al loro passaggio i nonni, gli zii, papà e mamma, tanti amici giovani e meno giovani e adesso mi accorgo che non ho più voglia di guardare dopo il ponte ma sono andato dall’altra parte ad osservare l’acqua perché voglio sapere per tempo cosa arriverà; non ho più il cuore per le sorprese, mi sento stanco di queste ferite accumulate negli anni e non so quanto abbia ancora voglia di sopportarne altre e so già che prima o poi vedrò il mio corpo in lontananza e se da una parte ci sarà un poco di tristezza, dall’altra, la felicità di non dover correre il rischio di veder transitare altre figure che mi ucciderebbero dentro.
Mi vedo trasportato dalla corrente e con la vitalità che mi ha sempre accompagnato cercherò di nuotare controcorrente a contrastare il fiume, non perché tema più di tanto la morte ma perché il mio spirito battagliero si ribella alla rassegnazione e mi impone di combattere ed andarmene con l’onore delle armi. E penso. Penso a tutto quello che ho visto anno dopo anno, ai miei cari che ho visto passare salutandomi con la mano in uno sperato arrivederci, li ho visti sparire in fondo ad un’ansa di questo immenso fiume di cui non conosco la lunghezza né cosa attraverserà nel suo lungo moto verso il mare. Come sarà quel mare? Io me lo immagino immenso tra isole meravigliose sulle quali uno ad uno incontrerò tutti i miei cari e gli amici. Ed essi saranno lì ad accogliermi e ad abbracciarmi e improvvisamente tutto rientrerà nella normalità e non ci sarà più spazio per l’angoscia e la paura, il tempo sparirà perché quella destinazione finale è inderogabilmente eterna, non ci saranno più irte salite o angosciose discese che ci costringono a muoverci e non ci danno pace. Il sole sarà splendente e il mare caldo e accogliente e gli orologi con le loro lancette saranno un vago ricordo perché, che si voglia o no, non servono per misurare l’eternità.

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