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SCATOLA CONTRABBANDO

 

GISC_Mappa_Contrabbando FORTE

 

I protagonisti di questo gioco sono i finanzieri e i contrabbandieri che, soprattutto dagli anni ’50 ai ’70 del Novecento, hanno segnato la nostra storia, la nostra economia e la nostra cultura. Lo scopo del gioco per il contrabbandiere è quello di riuscire a portare 2 pedine dai magazzini situati in Svizzera ai magazzini di smistamento in Italia; lo scopo del finanziere è ovviamente quello di arrestare il contrabbandiere.

Il gioco si svolge fra 2 giocatori o 2 squadre: Contrabbandieri e Finanzieri. Vince il giocatore o la squadra “Contrabbandiere” che riesce a portare almeno 2 pedine dalla Svizzera ai Magazzini italiani (caselle colore ros­so con sacco). Vince il giocatore o la squadra “Finanziere” che riesce ad arrestare al­meno 2 pedine del Contrabbandiere.

Quando una pedina del Contrabbandiere o del Finanziere arriva su una casella “Imprevisti” bisogna prendere la prima carta del mazzo re­lativa al giocatore e, dopo aver mosso le altre due pedine, si deve ese­guire quanto specificato nella carta.

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Contrabbando, ovvero contro il bando (contro la legge)

Da sempre, dove esiste un confine, si può dire che esista il contrabbando. Quando un prodotto o una qualsiasi merce dall’altra parte del confine costa meno, ecco che quasi sicuramente si prati­ca il contrabbando. Così è avvenuto e in parte ancora avviene nel nostro territo­rio fra l’Italia e la Svizzera.

Il contrabbando degli anni ’50 e ’60 del Novecento è chia­mato, con un po’ di nostalgia, “romantico”, come fosse una epopea simile a quella più famosa del Far West.

Insieme ai tanti “professionisti del sacco” moltissime al­tre persone di buona famiglia si recavano in Svizzera per acquistare sigarette, caffè, dadi, medicine ecc., che di nascosto (de sfroos) venivano portati in Italia e, una volta rivenduti, permettevano loro di guadagnare qualche lira in più in quel periodo non facile del dopoguerra, con un’Italia ancora in affanno nonostante il boom economico.

Il metodo più usato era quello di preparare dei sacchi (bricolle) da mettersi in spalla a mo’ di zaino (da qui il nome con il quale si usa chiamare i contrabbandieri: spalloni). Si partiva soprattutto di notte, soli o in gruppo, si raggiun­geva il deposito o il negozio in Svizzera e si ritornava in Italia con il carico sulle spalle, sperando di non essere visti e arre­stati.

La merce, trasferita su automobili o su camion, raggiungeva vari luoghi di smistamento e veniva quindi venduta in tutto il Nord Italia. Lungo quasi tutto il confine in quegli anni fu messa dallo Stato Italiano una rete metallica alta 3 metri, per impedire il passaggio dei contrabbandieri. In cima alla rete (detta ramina) erano state applicate delle campanelle che servivano per allertare il finanziere di guardia.

Furono escogitati dai contrabbandieri tantissimi metodi per cercare di eludere i controlli: auto con vari tipi di sottofondi, cani addestrati, guaine per nascondere la merce intorno al corpo, addirittura un piccolo sommergibile che operava sul Lago di Lugano ecc. Dalle sponde occidentali del Lago di Como le bricolle, carica­te su barche, venivano portate sull’altra sponda e da lì smi­state in tutto il Triangolo lariano.

A metà degli anni ’70, a causa del rafforzamento del franco svizzero sulla lira, questo tipo di contrabbando non era più conveniente e nel giro di pochi mesi finì.
Per molti anni non si parlò più di contrabbando, un certo senso di paura e di omertà rischiò di far dimenticare quello che fu un periodo importante del nostro territorio, nel bene e nel male.
Negli anni Novanta cominciarono a comparire i primi libri, le prime testimonianze, documentari, film e canzoni, realiz­zati da storici o da semplici contrabbandieri, alcuni anche da finanzieri che volevano testimoniare quel periodo.

Guardia di Finanza

Il Corpo della Guardia di Finanza ha origini molto lontane: pare sia stato fondato alla fine del Settecento con lo scopo di presidiare i confini del Regno di Sardegna. Ma la fondazione ufficiale avvenne con l’Unità d’Italia nel 1861. Oltre a presi­diare i confini, il suo compito principale era ed è quello del controllo tributario, economico e finanziario. La Guardia di Finanza partecipò in modo massiccio alle due Guerre mon­diali con molti fatti d’arme in cui si distinse per episodi di eroismo.

Per quanto riguarda il nostro territorio, il ruolo dei finanzie­ri fu determinante per contrastare il contrabbando.

Lungo tutto il confine c’erano le caserme, molte situate sulle montagne, e per raggiungerle i finanzieri dovevano cammi­nare ore. Dovevano poi montare di guardia, nelle varie garit­te o perlustrare il territorio con lunghi turni e con qualsiasi clima.

Per i finanzieri, quasi tutti giovanissimi e provenienti so­prattutto dal Sud e dal Nord Est, fu una vita di sacrifici e di fatica. Fu una lotta molto dura, che vide purtroppo anche vittime fra le parti, per fatti violenti o incidenti; nonostan­te ciò non mancarono momenti di reciproco aiuto nel segno dell’onore e della lealtà. Con questo gioco abbiamo voluto rievocare in tono leggero quel periodo del nostro territorio denso di storie, aneddoti e ricordi.

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